Diritto di famiglia·4 min di lettura

Separazione o divorzio: cosa cambia e quando è il momento di rivolgersi a un avvocato

Separazione o divorzio: cosa cambia e quando è il momento di rivolgersi a un avvocato

Separazione e divorzio vengono spesso nominati come se fossero la stessa cosa. Non lo sono, e la differenza non è formale: cambiano quello che si può decidere, quando lo si può decidere e quanto è difficile tornare indietro. Ecco come funziona, in ordine.

Separazione e divorzio sono due passaggi diversi

Con la separazione il matrimonio non finisce: restate coniugi, ma cessa l’obbligo di convivenza e si regolano le questioni pratiche — dove vivono i figli, chi resta nella casa familiare, se è dovuto un mantenimento e quanto.

Con il divorzio il matrimonio si scioglie davvero. Solo da quel momento si può contrarre un nuovo matrimonio, e cambiano alcuni effetti su cognome, eredità e pensione di reversibilità.

Nella pratica quasi nessuno arriva al divorzio senza essere passato dalla separazione, e le condizioni concordate nella prima tendono a essere confermate nel secondo. È per questo che la separazione pesa molto più di quanto sembri: è lì che si fissa l’assetto.

Consensuale o giudiziale: la differenza che si sente davvero

«Consensuale» significa che vi mettete d’accordo sulle condizioni e le sottoponete al giudice, che le controlla — soprattutto se ci sono figli minori. «Giudiziale» significa che l’accordo non c’è e decide il tribunale.

La distanza fra le due strade è enorme in tempi, costi e logoramento. La strada consensuale può chiudersi in pochi mesi; quella giudiziale può durare anni, e nel frattempo si vive comunque.

Esiste anche la negoziazione assistita (legge 162/2014): un accordo raggiunto con l’assistenza di un avvocato per parte, che non passa dall’udienza. Non è adatta a tutte le situazioni, ma quando lo è accorcia parecchio.

Quanto tempo passa prima del divorzio

Dal 2015 i termini sono quelli che tutti chiamano «divorzio breve» (legge 55/2015): sei mesi dall’inizio della separazione se è consensuale, dodici mesi se è giudiziale.

Dal 28 febbraio 2023, con la riforma del processo civile, separazione e divorzio possono essere chiesti anche con un unico atto: si presentano insieme, e il divorzio viene deciso quando il termine è maturato. Non accorcia i termini di legge, ma evita di ricominciare da capo con un secondo procedimento.

Il momento in cui conviene farsi aiutare è prima, non dopo

La domanda che arriva più spesso è «serve davvero un avvocato se siamo d’accordo su tutto?». Anche in una separazione consensuale l’assistenza legale è necessaria, ma il punto è un altro: le decisioni che contano si prendono prima di firmare.

Ci sono momenti in cui una scelta presa da soli si porta dietro conseguenze lunghe: lasciare la casa familiare, accettare a voce un importo di mantenimento, firmare un accordo scritto su due piedi, spostare somme dai conti, cambiare la residenza dei figli.

Nessuna di queste cose è vietata, e nessuna è automaticamente sbagliata. Ma sono tutte cose su cui è molto meglio sapere prima cosa comportano, invece di scoprirlo in udienza.

Questo articolo ha finalità informative e descrive come funzionano in generale le regole richiamate: non è un parere legale e non tiene conto della tua situazione, che ha sempre dettagli propri. Per sapere cosa vale nel tuo caso serve un avvocato che lo legga.

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